COS’è BIOWAVE?

BIOWAVE è una nuova terapia di neuromodulazione indicata per il trattamento del dolore.
Questa tecnologia brevettata inibisce la trasmissione del “segnale dolore” erogando impulsi elettrici terapeutici che attraversano la barriera cutanea e raggiungono le fibre nervose responsabili dell’invio dello stimolo doloroso al cervello.
BIOWAVE è indicato per il trattamento di ogni tipo di dolore cronico, acuto o postoperatorio.

Pens Biowave pro

Ritorna alle attività quotidiane

BioWave facilita rapidamente il ritorno alla vita quotidiana. Questa rivoluzionaria tecnologia neuromodulativa riduce o elimina l’assunzione di antidolorifici, ristabilisce la corretta mobilità e ti consente di condurre una normale attività quotidiana.

Immediato sollievo dal dolore

Molti pazienti riportano oltre un 75% di riduzione del dolore a seguito di un singolo trattamento di 30 minuti. Applicazioni multiple possono produrre benefici cumulativi.

Riduzione di farmaci

Studi clinici, medici e pazienti riportano che l’utilizzo di BioWave reduce il consumo di oppioidi ed altri farmaci antidolorifici sino al 50%

Dolce e profonda sensazione

La neurostimolazione BioWave varia da una sensazione di leggero formicolio ad un dolce e profondo massaggio.

Sollievo duraturo dal dolore

In seguito ad un trattamento di 30 minuti, i pazienti che utilizzano BioWave riportano sollievo ed aumento delle funzionalità motorie.

Tecnologia Biowave

Pensa a BioWave come una terapia che blocca il dolore grazie al semplice tocco di un tasto.
Questa nuova tecnologia , basata sulla teoria del blocco di conduzione di frequenza, invia impulsi elettrici ad alta frequenza attraverso la cute raggiungendo i tessuti profondi.
Gli stimoli viaggiano sulla superficie dei nervi che circondano il sito del dolore, inibendone la propagazione.

Clinicamente provato

Studi clinici dimostrano che l’85% dei pazienti è responsivo alla neurostimolazione BioWave. E’ la tecnologia ideale per ridurre il dolore cronico, acuto o post operatorio. Un singolo trattamento di 30 minuti riduce il dolore, aumenta la mobilità, diminuisce la rigidità e gli spasmi muscolari.

Tecnologia ottimizzata per bloccare il dolore alla fonte

La neurostimolazione sicura e comprovata di BioWave sta cambiando la vita di molti pazienti ogni giorno. Grazie alla tecnologia brevettata che sfrutta l’invio di impulsi elettrici terapeutici verso i tessuti profondi, BioWave si rivela una terapia superiore alle attuali disponibili sul mercato.
Continua a leggere e scoprirai perché BioWave fa la differenza…

BioWave fa la differenza

Ci sono molte differenze tra il neurostimolatore BioWave e i classici dispositivi TENS, IFC e NMES.
I generatori BioWave utilizzano una tecnologia brevettata che consiste nell’erogazione di un mix di segnali elettrici; vengono dunque trasmessi attraverso la cute due impulsi alternati e ad alta frequenza costantemente sommati ed inviati verso i tessuti profondi. In questo spazio il corpo genera un nuovo set di segnali tra i quali uno sotto forma di un campo elettrico a bassa frequenza. Questo campo è ottimizzato per bloccare il dolore ed offrire un miglioramento funzionale tra cui una maggiore gamma di movimenti e una riduzione della rigidità e dello spasmo muscolare. Tale beneficio può perdurare a lungo a seguito di un trattamento di 30 minuti.
Gli elettrodi percutanei (ad uso esclusivamente professionale/ospedaliero) possono procurare un beneficio più duraturo rispetto agli elettrodi non invasivi.
Oltre a fornire un lungo sollievo dal dolore, questa tecnologia risulta particolarmente confortevole rispetto a quante altre presenti sul mercato, migliorando la compliance del paziente durante il trattamento.

i neurostimolatori BioWave

Tutti i dispositivi BioWave erogano i due segnali sommati ad alta frequenza al primo elettrodo in cui si uniscono nel volume di tessuto sottostante. Successivamente passano al secondo elettrodo e ritornano al dispositivo, completando il circuito. I segnali sommati vengono immediatamente inviati al secondo elettrodo , si uniscono nel volume di tessuto sottostante quindi passano nuovamente al primo elettrodo e ritornano al dispositivo.
Il dispositivo alterna così rapidamente tra i due elettrodi somma dei segnali ad alta frequenza , che il paziente non riesce a percepire lo “spostamento” dell’impulso dall’ un all’altro patch.
Il risultato effettivo consiste perciò in due elettrodi che possono trattare contemporaneamente un volume distinto di tessuto, evitando la comparsa di sensazioni poco confortevoli e contrazioni.

Controllo feedback attivo

Tutti i dispositivi BioWave utilizzano la tecnologia di segnale brevettata dell’Azienda che include il monitoraggio ed il controllo attivo dei segnali elettrici; questo al fine di garantire una trasmissione dell’energia terapeutica accurata e sicura verso i tessuti profondi.
I neurostimolatori BioWave calcolano la densità di corrente sulla superficie di ciascun elettrodo in tempo reale, ciò impedisce un’eccessiva erogazione di corrente sul paziente evitando così i potenziali rischi di ustione.

TENS

Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation

Per inibire la trasmissione del segnale doloroso lungo le fibre nervose nel corpo sono necessari segnali a bassa frequenza (1-180 Hz). Tuttavia questi segnali non possono attraversare la cute a causa della sua impedenza e capacità.
I dispositivi TENS erogano impulsi a bassa frequenza al di sopra della superficie cutanea generalmente mediante due elettrodi transcutanei posizionati in entrambe le aree dolorose. Il risultato è un effetto di stimolazione superficiale basato sulla Teoria del Cancello (Gate Control Theory) ed il paziente avverte una contrazione spiacevole ed una sensazione elettrica tra gli elettrodi. L’effetto prodotto dalla TENS può agire come “distrazione” dal dolore mentre il dispositivo è in funzione, ma difficilmente si ottengono benefici residui o miglioramenti funzionali una volta terminata l’applicazione.

Pens Biowave pro

BioWave

Percutaneous Electrical Nerve Stimulation

I segnali ad alta frequenza (superiore a 1.000 Hz) attraversano agevolmente la cute ma, al fine di inibire la trasmissione del dolore e se trasmessi singolarmente, non suscitano alcuna risposta elettrica o meccanica né dalle fibre nervose né dal tessuto muscolare.
La tecnologia del segnale di BioWave si basa sulla seguente scoperta: quando due segnali sinusoidali ad alta frequenza vengono sommati (aggiunti) insieme e, attraverso il dispositivo trasmessi al corpo mediante un singolo elettrodo, hanno la facoltà di passare attraverso i tessuti profondi e di influenzare tutti i tessuti polarizzati incluse fibre del dolore nocicettivo.
Mentre gli impulsi sommati passano attraverso il corpo, le strutture polarizzate come la membrana delle fibre C, le fibre A-delta ed il tessuto muscolare agiscono in modo non lineare e forzano l’ulteriore moltiplicazione di questi segnali, risultando in un nuovo spettro di segnali; la moltiplicazione dei segnali ad alta frequenza provoca la formazione di un campo elettrico terapeutico a bassa frequenza attivo e focalizzato in un emisfero di circa 8,89 cm di diametro sotto e attorno a ciascun elettrodo (non attraverso la superficie della pelle tra gli elettrodi).
Si ritiene che tale campo elettrico attivo iperpolarizzi le fibre C, inibendo la propagazione del potenziale d’azione lungo tali fibre dolorose (teoria del blocco di conduzione della frequenza). Il campo elettrico attivo induce anche ipoestesia (diminuzione della sensibilità, specificatamente tattile termica e dolorifica) a 5 minuti dal trattamento e provoca un aumento del flusso sanguigno nel volume del tessuto sottostante e circostante ciascun elettrodo attivo.
L’ipoestesia permane nel sito di trattamento per un massimo di 20 minuti a seguito di un trattamento di 30 minuti; inoltre il tessuto muscolare viene tenuto in tensione durante il trattamento ed il trattamento appare quindi come una sensazione di pressione morbida e profonda.

Interferential Current (IFC)

I dispositivi IFC utilizzano quattro elettrodi di superficie (due coppie di elettrodi) posizionati in uno schema a “X” che circonda un’area dolorosa.
L’IFC fornisce due segnali separati ad alta frequenza e pulsati, uno per ciascuna coppia di elettrodi; i due segnali pulsati attraversano i percorsi sulla superficie della cute.
Nel punto di intersezione di segnale, si sviluppa un modello di interferenza che si traduce in un nuovo segnale a bassa frequenza pari alla differenza tra i segnali.
Poiché i due segnali si intersecano sulla superficie, la frequenza risultante crea principalmente un effetto superficiale simile alla TENS e basato sulla teoria del cancello (Gate Control Theory).

Stimolazione elettrica neuromuscolare (NMES)

I dispositivi NMES utilizzano fino ad otto elettrodi, posizionati in genere alle estremità prossimale e distale di un muscolo, al fine di causare contrazioni cicliche ripetute per aumentare il flusso sanguigno e ridurre l’atrofia.
I dispositivi NMES non sono indicati per alleviare il dolore.

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